Opera
Nel 1937 Terragni elabora degli schizzi volti alla realizzazione di edifici ad appartamenti a Como e a Milano. Lo schizzo del fabbricato per Como anticipa di qualche anno la proposta della ‘casa a gradoni’ al quartiere Cortesella del 1940, mentre lo schizzo realizzato per Milano appare del tutto nuovo.
Mantero, come riportato da Ada Francesca Marcianò afferma: “Nella ricerca di una razionale processualità dell’architettura non è possibile soggiacere a qualsiasi tipo di convenzione o sovrastruttura, quali il ‘lotto’, la ‘strada’, ‘l’alloggio’, convenzioni violentemente combattute dai razionalisti. L’architettura moderna pone come postulato una ricerca di base della tipologia, una ricerca quindi totalmente autonoma in senso disciplinare […] É quindi chiaro in Terragni il rapporto tra morfologia e tipologia, quel rapporto cioè che chiarisce il ruolo di ogni nuova proposta tipologica nella tendenza evolutiva delle città. Con questo strumento l’inventiva poetica di Terragni trova, in un certo senso, una verifica culturale, verifica che […] gli è permessa in quanto coscientemente partecipe al movimento moderno” (Marcianò, 206).
Le impostazioni appaiono originali, come del resto il razionalismo stesso produce uno stile nuovo, anche se Terragni non abbandona la tradizione: “qui vediamo l’incontro – scontro di due impianti, uno fuori contesto e l’altro tradizionale; quest’ultimo viene frantumato, senza tuttavia scomparire” (Zevi, 131).
Terragni non rinuncia alla creazione ex novo dei suoi inserimenti, ma cerca un colloquio con il preesistente, che non interferisca con i principi del moderno. La pianta, dell’edificio per Milano, di forma cilindrica infatti è il punto di partenza della composizione (forma stravagante), e si articola con altri volumi che cercano di raccordarsi al perimetro del lotto e alle strade, quindi ad una forma preesistente; l’alzato riprende i temi delle cinque abitazioni milanesi, con prevalenza dell’andamento orizzontale, sottolineato da nastri sporgenti e dall’alternanza tra pieni e vuoti, chiari e scuri, talvolta interrotti da una trasparente verticalità (Zevi, 131; Marcianò, 206).
Scritto redatto sulla base di:
MARCIANÒ, Ada Francesca, Giuseppe Terragni opera completa 1925-1943, Roma: Officina, 1987
ZEVI, Bruno (a cura di), Giuseppe Terragni, Bologna: Zanichelli, 1980