Opera
Il progetto di arredo del negozio Mazzoletti a Como viene realizzato da Terragni per il fotografo del suo studio, forse nel 1930. Anche questa appare una piccola occasione per l’architetto di sperimentare i nuovi interni moderni: la vetrina prende spunto senza dubbio dai progetti di allestimento della Sartoria moderna e della Mostra del decennale della Rivoluzione fascista (Marcianò, 78).
Ma del progetto vero e proprio abbiamo solo una fotografia e tre schizzi che lo illustrano.
Pochi sono gli elementi che qualificano l’intervento e l’allestimento della vetrina: “una freccia in rilievo, generata da un riquadro, raccorda parete e pavimento puntando contro un basso contenitore inclinato; un prisma, esibito di spigolo nel primo schizzo e pannelli espositivi, due dei quali posti a livello del piancito. Il tutto sostanziato da efficaci campiture cromatiche, che sottolineano l’intenso e pertinente fraseggio spaziale degli elementi” (Marcianò, 78). La freccia, utilizzata anche nei precedenti allestimenti, aveva il compito di collegare idealmente la fotografia e la rivista appoggiata sul piano inclinato, a generare una relazione visiva e a focalizzare l’attenzione su un particolare (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 350).
All’interno della vetrina, per come è possibile dedurre dagli schizzi, sono usati gli stessi colori del Novocomum, per dare una dimensione temporale psicologica nell’architettura: l’azzurro intenso, usato come forza capace di arginare e l’arancio, come forza capace di rilanciare un movimento nello spazio (Marcianò, 78). I colori dimostrano quanto fosse importante per Terragni la qualità cromatica dell’edificio (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 350).
Scritto redatto sulla base di:
CIUCCI, Giorgio (a cura di), Giuseppe Terragni: opera completa, (con Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio), Milano: Electa, 1996
MARCIANÒ, Ada Francesca, Giuseppe Terragni opera completa 1925-1943, Roma: Officina, 1987

