MUSEO VIRTUALE ASTRATTISMO E ARCHITETTURA RAZIONALISTA COMO

SALA DELLA MOTONAUTICA, DEL CANOTTAGGIO E DELLA VELA ALLA III MOSTRA DELLO SPORT A MILANO

Giuseppe Terragni (con P. Lingeri, pittore C. De Amicis, sala motonautica; con P. Lingeri, pittore M. Radice, sala canottaggio)

Opera

“La Mostra dell’aeronautica, ideata da Pagano nel 1934, aveva segnato un’importante passo nella storia delle esposizioni; in particolare, la sala delle medaglie d’oro, di Persico e Nizzoli, era destinata a diventare il punto di partenza da cui procedere per la realizzazione di nuovi allestimenti” (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 469). Anche la mostra della Rivoluzione Fascista, alla quale Terragni aveva partecipato progettando la “Sala O del ’22”, aveva riscosso un interesse generale, tanto da indurre i responsabili del Palazzo dell’Arte di Milano a organizzare un’altra mostra dedicata allo Sport, affidando la direzione dell’allestimento a Giovanni Muzio.
La Mostra venne inaugurata il 12 giugno 1935, ma nonostante fosse rimasta aperta nel periodo giugno – dicembre, non ottenne il consenso pari alle mostre precedenti: le sale presentavano “nell’insieme una notevole discontinuità, che se da un lato rispecchiava le inclinazioni personali, spesso opposte, dei vari partecipanti, da Longanesi ai BBPR, da Alpago a Novello a Sironi, da Frette a Ettore Rossi, dall’altro sottolineava la volontà espressa da Muzio di lasciare ai progettisti piena liberà di movimento” (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 469).
Nella mostra prevale l’uso della tecnica del collage e del fotomontaggio (che Terragni aveva già sperimentato nella Mostra della Rivoluzione Fascista), nei quali si “condensano per la prima volta le immagini universalmente accessibili di situazioni e messaggi collettivi” (Fosso, Mantero, 117).
Terragni e Lingeri furono invitati, insieme ai pittori, a realizzare le sale della motonautica e del canottaggio, sport praticati sul lago di Como, insieme a pittori. La sala della motonautica, progettata dai due architetti insieme al pittore De Amicis, prevedeva una serie di pannelli con fotomontaggi e scritte che illustravano i campioni, le barche e i motori. La sala del canottaggio, progettata dai due architetti insieme al pittore Mario Radice, era più dinamica, ottenuta tramite l’utilizzo di piani inclinati (che Terragni aveva utilizzato nell’allestimento della “Sala O del ’22”) (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 470).
Ada Francesca Marcianò descrive il lavoro di Terragni e la sala della motonautica come “esemplare del metodo compositivo, di Terragni di combinare magistrali dissonanze, di contrapporre parti piene e scure ad intelaiature sottili; gabbie galleggianti nell’aria come segni grafici, eppure intese a marcare sinteticamente la struttura di un pensiero visivo” (Marcianò, 146).
Della documentazione della mostra, conservata al Palazzo dell’Arte (Fondazione Bernocchi), oggi non rimane alcuna traccia: gli unici documenti consultabili restano le foto realizzate durante l’allestimento.

Scritto redatto sulla base di:

BAGLIONE, C., SUSANI, E. (a cura di), Pietro Lingeri 1894-1968, con scritti di Avon Annalisa et. al., Milano: Electa, 2004
CIUCCI, Giorgio (a cura di), Giuseppe Terragni: opera completa, (con Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio), Milano: Electa, 1996
MARCIANÒ, Ada Francesca, Giuseppe Terragni opera completa 1925-1943, Roma: Officina, 1987
FOSSO, Mario, MANTERO, Enrico, Giuseppe Terragni 1904-1943, Como: Cesare Nani, 1982

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