MUSEO VIRTUALE ASTRATTISMO E ARCHITETTURA RAZIONALISTA COMO

PROGETTO PER VILLA SAIBENE

Giuseppe Terragni

Opera

Il progetto per Villa Saibene rappresenta uno dei primi progetti di Terragni documentato, redatto quando ancora non era laureato. A testimonianza di questo primo approccio progettuale abbiamo due disegni in prospettiva che riportano il progetto (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 296).
Lo stile neo-romanico che emerge dagli schizzi deriva senza dubbio dagli studi condotti alla “Scuola Politecnica” (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 296; Marcianò, 17); il progetto per Villa Saibene si discosta dagli stili contemporanei degli architetti liberty, o Moretti e Sommaruga, quasi come se Terragni cercasse già di auto – definire un proprio metodo (Fosso, Mantero, 75; Marcianò, 17).
Nella pubblicazione di Ada Marcianò, viene riportato uno scritto di Cassi Ramelli, il quale afferma: “I lavori scolastici di Terragni sono, è vero, ‘accademici’. ma si tratta, in generale, di prospettive sconvolte da un bisogno di movimento ancora imprecisato […] Anch’egli, giovane dotato di un’energia enorme, subisce l’influenza dello ‘stile’ sia pur michelangiolesco, che a scuola – l’anno prima – era ‘esploso’ con Pizzigoni […] Infatti, allora, lo studio dell’architettura consisteva in temi annuali: ‘romano’, ‘rinascimento’, ‘medioevo’ o ‘barocco’. Nessuno se ne sentiva umiliato: lo stile si studiava sugli autori, in biblioteca, ma non tanto come documenti e date quanto per la conoscenza di un determinato ‘modo’ di espressione, di equilibri raggiunti e recepiti” (Marcianò, 17).
Il progetto esito di esercitazioni, in stile “medievaleggiante”, rappresenta un sondaggio nel passato, con l’intento di estrarre degli incentivi moderni: “Respinge i codici greco, romano, rinascimentale e barocco, per attingere ad un mondo formale narrativo, flessibile, capace non solo di adeguarsi alle esigenze funzionali, ma di nascere da esse. Un tuffo nella dissimmetria, dopo tante repressioni ed auto – inibizioni simmetriche” (Zevi, 20; Marcianò, 17).
“La casa” secondo quanto scritto da Ciucci “sembra piuttosto riprodurre, con un rapido aggiornamento stilistico, una delle tante ville signorili illustrate, a quel tempo, nei manuali sull’abitazione, fatto non smentito dalla maniera pittorica con cui il progetto fu rappresentato da Terragni. La progettazione della casa moderna è d’altronde uno degli ambiti per i quali Terragni, e i razionalisti più esplicitamente, invocheranno l’adesione delle forme alle nuove necessità e all’estetica della ‘serie’. Casa Saibene era al contrario ancora il prodotto di ‘quell’eclettismo elegante dell’individuo’ deprecato nelle già citate dichiarazioni e da abbandonare, almeno nelle intenzioni, a favore della ‘rinuncia all’individualità’ (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 296).

Scritto redatto sulla base di:

CIUCCI, Giorgio (a cura di), Giuseppe Terragni: opera completa, (con Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio), Milano: Electa, 1996
FOSSO, Mario, MANTERO, Enrico, Giuseppe Terragni 1904-1943, Como: Cesare Nani, 1982
MARCIANÒ, Ada Francesca, Giuseppe Terragni opera completa 1925-1943, Roma: Officina, 1987
ZEVI, Bruno (a cura di), Giuseppe Terragni, Bologna: Zanichelli, 1980

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