MUSEO VIRTUALE ASTRATTISMO E ARCHITETTURA RAZIONALISTA COMO

PROGETTO PER UN QUARTIERE DI CASE POPOLARI A IVREA

Pietro Lingeri

Opera

Alla fine degli anni Trenta, Lingeri si occupò del progetto per un quartiere di case popolari a Ivrea, committente l’Istituto fascista autonomo per le case popolari (IFACP) della provincia di Aosta. Il complesso doveva probabilmente sorgere in zona Canton Vesco, dove effettivamente lo IFACP acquistò dei terreni, anche se nei disegni il luogo non è mai indicato.
Il Piano Regolatore di Piccinato, Devoti e Figini, integrato dalle osservazione di Adriano Olivetti del 1939, prevedeva tre nuovi quartieri, tra cui quello di Porta Torino a sud di Ivrea.
Per la zona Sud erano stati predisposti, da parte dello IFACP, alcuni studi per l’edificazione di un primo nucleo di case popolari, tra il Canton Vesco e il Canton Ferrero.
Lingeri elaborò quattro soluzioni, A, C, D, e una non siglata, basate su impianti planimetrici a griglia ortogonale, con edifici a tipologia estensiva a blocchi paralleli in linea,  alternati ad aree verdi.
Baglione e Susani scrivono: “La loro distribuzione nell’area non è legata all’andamento perimetrale del lotto, ma a un attento orientamento che avrebbe permesso agli alloggi di ottenere una corretta esposizione solare e una continua aerazione. Tipologia di casa prevalente è quella a schiera: edifici a due piani fuori terra, con giardino prospiciente l’ingresso. Lingeri ne studia due tipi dalla diversa cellula abitativa con orientamento differente. Una è la casa a schiera con alloggi a tre, cinque e sette letti, sviluppata in direzione est-ovest, dove la zona pranzo e le camere da letto sono disposte a sud, mentre gli ambienti di servizio e la scala a nord. L’unità abitativa a cinque letti (6,40 x 7 metri) è caratterizzata al piano terreno da un unico ambiente destinato a cucinino – sala pranzo (con posto letto) e al primo piano da due camere e un bagno. Appropriandosi di una camera da letto dell’alloggio successivo si sarebbe trasformata in un’abitazione a sette letti, rendendo quello adiacente un alloggio a tre. L’altra casa è invece orientata secondo l’asse eliotermico nord-sud; composta da cellule abitative uguali (3,60 x 9 metri), alloggi di piccola metratura (a tre letti), nei quali la sala pranzo e la camera matrimoniale sono rivolti a ovest, la singola, la cucina e il bagno a est. La scala, posta al centro del piano terreno con sviluppo perpendicolare alla parete nord, svolge la funzione di elemento divisorio degli ambienti. Gli edifici ideati da Lingeri sono volumi semplici che presentano tetti piani, fronti principali aperti, segnati da ampie vetrate e svuotati dai loggiati, elementi questi delle costruzioni tradizionali del Canavese. Il fronte posteriore, invece, si presenta inciso solo dal taglio delle aperture. Nelle proposte planimetriche indicate come ipotesi A e C l’insedia mento è definito dall’incrocio di due percorsi ortogonali. Quello principale, che corre in direzione est-ovest, dà accesso al complesso residenziale dalla strada statale e seziona in due parti l’area: zone che Lingeri differenzia dislocandovi i due tipi diversi di casa a schiera Nel settore meridionale distribuisce case a tre letti; in quello settentrionale case a tre, cinque e sette letti. Queste ultime nella soluzione C sono spostate nell’area meridionale del quartiere mentre nel settore nord sono inseriti sei blocchi di case a due piani con ‘sopralzo’. Ogni fabbricato è dotato di due scale interne che consentono di raggiungere l’ultimo piano, dove un ballatoio distribuisce gli alloggi di taglio minimo, a un solo letto. Nelle soluzioni B e D scompare la suddivisione dell’insediamento in due parti. In quella B il quartiere è costituito da case a tre, cinque e sette letti, nella soluzione D (indicata come ‘variante soluzione B’), invece, il complesso, composto prevalentemente da case a tre, cinque e sette letti, presenta l’inserimento di un ‘filare’ di case alte. Tre edifici in linea, distanziati dal resto dell’insediamento da un’ampia strada e da una fascia di verde alberato, chiudono a nord il quartiere (Baglione, Susani, 292-293).
Nelle diverse soluzioni Lingeri inserisce nel complesso anche alcuni servizi pubblici, quali l’asilo – a nord – i negozi e il dopolavoro, che come l’intero progetto non verranno realizzati.
I diversi studi effettuati da Lingeri dimostrano le ricerche effettuate in quegli anni sui temi della casa popolare: “inserendosi nel contesto di un dibattito teorico più ampio, Lingeri dimostra un’aggiornata conoscenza delle ricerche tipologiche in atto” (Baglione, Susani, 293).
 
Scritto redatto interamente sulla base di:

BAGLIONE, C., SUSANI, E. (a cura di), Pietro Lingeri 1894-1968, con scritti di Avon Annalisa et. al., Milano: Electa, 2004

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