MUSEO VIRTUALE ASTRATTISMO E ARCHITETTURA RAZIONALISTA COMO

PROGETTO PER L’AMPLIAMENTO DELLO STABILIMENTO UTENSILERIA S.A. TAVOLAZZI E FUMAGALLI A MISSAGLIA

Giuseppe Terragni (con A. Terragni)

Opera

Il progetto di ampliamento per la ditta Tavolazzi e Fumagalli fu commissionato a Terragni nel 1938 con la richiesta di realizzare un edificio a tre piani da adibire a magazzino, servizi igienici, sala di lavoro ed aule per la scuola di disegno (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 563).
L’incarico di Terragni dura fino al 1940, quando da Cremona (in servizio militare) consegna i disegni per ottenere la licenza comunale, rinunciando su richiesta del committente alla direzioni lavori.
Il committente aveva la necessità di ampliare l’azienda, composta da tre edifici con alcuni servizi complementari alla produzione, ma Terragni, oltre a progettare quanto richiesto triplicando lo spazio a disposizione, progetta anche un altro piccolo e basso edificio da adibire ad uffici. Il rapporto che si instaura tra i fabbricati esistenti e quelli di progetto è un rapporto complesso, sia dal punto di vista del contrappunto volumetrico, sia dal punto di vista delle relazioni funzionale, con strade interne e passaggi sotterranei e soprelevati di collegamento tra le parti (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 563; Marcianò, 231).
L’edificio commissionato interpreta al meglio le richieste fatte dal committente, che non perde occasione di elogiare l’architetto, e inoltre spazio viene triplicato e connesso in ogni sua parte con l’esistente. Al piano seminterrato si trova un collegamento utilizzato soprattutto da automezzi e veicoli, al primo piano una passerella aerea e in copertura una terrazza panoramica, che ricorda i temi esplorati in altri progetti precedenti (Marcianò, 231).
L’edificio appare esternamente come un contenitore vetrato che non denuncia in facciata il gioco di volumi che avviene all’interno tramite doppie altezze (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 564).
Zevi descrive il progetto come un “inventario di contenuti, elenco di volumi funzionali, giustapposti sul lotto senza pretese di raggiungere una sintesi a priori o a posteriori” (Zevi, 164). E ancora Mario Radice afferma che il progetto “É un bel progetto di matrice razionalista” in cui “grandi masse” sono “staccate o adiacenti” legate da esili diaframmi che ne esaltano la loro stereometria (Zevi, 164).
Il progetto non venne mai realizzato sia perché incompleto di dettagli costruttivi che Terragni da Cremona non riesce ad elaborare, sia perché la guerra mette in crisi il programma dell’azienda (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 562).

Scritto redatto sulla base di:

CIUCCI, Giorgio (a cura di), Giuseppe Terragni: opera completa, (con Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio), Milano: Electa, 1996
MARCIANÒ, Ada Francesca, Giuseppe Terragni opera completa 1925-1943, Roma: Officina, 1987
ZEVI, Bruno (a cura di), Giuseppe Terragni, Bologna: Zanichelli, 1980

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