MUSEO VIRTUALE ASTRATTISMO E ARCHITETTURA RAZIONALISTA COMO

PROGETTO DI UN QUARTIERE SATELLITE A REBBIO, QUARTIERE IFACP

Giuseppe Terragni (con A. Sartoris)

Opera

Il Quartiere popolare satellite di Rebbio, progettato da Terragni con Sartoris, rientrava nelle previsioni di piano condotte dallo stesso Terragni e Bottoni e attuate nel 1937, come quartiere a completamento della zona industriale di Como verso Camerlata. Il progetto, mai realizzato, prevedeva l’inserimento di un numero cospicuo di abitanti ed era posto in collegamento diretto con Como e altri quartieri extra- urbani di periferia (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 555; Coppa, 98).
Nel Catalogo della Mostra tenutasi a Como a cura di Novati e Pezzola, Luca Novati scrive a proposito delle previsioni di Piano del quartiere satellite: “Nel 1931 la città di Como ha una popolazione presente di 54.138 unità. Il piano CM8 prevederà al 1961 una popolazione insediata di 70.000 unità con un incremento di circa 15.861 abitanti in 30 anni. Attorno a questo dato si articoleranno tutte le previsioni urbanistiche: dal fabbisogno di case ai servizi. Riprendiamo dalla relazione del PRG CM8: ‘Col previsto raccordo della Varesina con la Statale Milanese l’attuale strada di Varese viene disimpegnata dal traffico con vantaggio dell’abitato di Rebbio. L’espansione urbana che oramai è giunta sino oltre Rebbio consiglia di progettare qui, in una zona felicemente ubicata ed esposta, un quartiere di abitazioni che le ottime condizioni del terreno permettono di organizzare razionalmente. Nella distribuzione dei lotti si è tenuto conto scrupolosamente del profilo altimetrico e si sono sfruttati il dosso cui ora si appoggia il Cimitero e la valletta del Seliga per creare tutto un sistema di verde.’ Le previsioni urbanistiche saranno completamente disattese. A tal proposito scrive E. Mantero: ‘Alla città produttiva si contrappose la città terziario – speculativa. Immediatamente si iniziò lo smantellamento della città degli anni Venti e nel 1940 il quartiere funzionalmente misto della Cortesella venne demolito. Seguì analoga sorte il PRG del 1937: le prescrizioni viabilistiche e di un nuovo assetto urbano vennero completamente disattese. Solo a ‘futura memoria’ furono prodotti i lavori più dimostrativi del Razionalismo comasco: la Cortesella, la Casa Vietti e l’Università della Seta…” (Novati, Pezzola, Catalogo Mostra).
Il progetto doveva quindi essere, come scritto anche da Giuseppe Pagano in “Progetto di un quartiere operaio” pubblicato su “Costruzioni Casabella” n°158 del febbraio 1941, il collegamento urbanistico tra Milano e Como, rappresentante di quel decentramento tanto auspicato (Fosso, Mantero, 140; Zevi, 162).
Il progetto del quartiere prendeva in considerazione i principi dell’analisi funzionale, la zonizzazione, le previsioni demografiche e le proiezioni su scala territoriale del nucleo urbano. Planimetricamente si sviluppava con tipologie in linea, sia alte di sei piani, che venivano intervallate da spazi collettivi per il gioco e per il riposo, sia tipologie basse a schiera, ad un piano rialzato e due piani, con giardini privati e distanziati di 22 metri, con l’abolizione della corte verso spazi verdi e aperti, il tutto disposto sull’asse eliotermico nord – sud. Il progetto prevedeva anche una Casa del Fascio, la sede del dopolavoro, un asilo, le scuole, una chiesa e un centro commerciale. Sartoris si occupò principalmente di analizzare le tipologie da inserire nel quartiere, mentre Terragni si occupò prevalentemente dell’inserimento del progetto dal punto di vista urbano, territoriale e paesaggistico anche il riferimento al Piano del 1934 (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 556-557, 559; Coppa, 98; Marcianò, 222).
Come scritto da Attilio Terragni in “Progetto di un quartiere operaio” pubblicato su “Costruzioni Casabella” n°158 del febbraio 1941, “La vitalità formale del progetto, che stabilisce il piano architettonico, oltre che quello urbanistico, in modo da comporre del tutto una unità viva, sta nei controllati rapporti tra i pieni ed i vuoti, nelle invenzioni di armoniose dissimmetrie prospettiche, nella purezza geometrica dei volumi, misuratamente animati da partiti espressivi di aerea leggerezza negli edifici alti e da ritmiche modulazioni verticali in quelli bassi” (Fosso, Mantero, 141).
Gli elementi costruttivi che costituivano gli edifici, dai solai agli infissi, erano economici e standardizzati, in alternanza all’utilizzo di materiali autarchici (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 557; Coppa, 98).

Scritto redatto sulla base di:

CIUCCI, Giorgio (a cura di), Giuseppe Terragni: opera completa, (con Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio), Milano: Electa, 1996
COPPA, Alessandra, TERRAGNI, Attilio per l’Archivio Terragni; fotografie di ROSSELLI Paolo, Giuseppe Terragni, Pero: 24 ore cultura, 2013 (pubblicato anche in inglese con lo stesso titolo)
FOSSO, Mario, MANTERO, Enrico, Giuseppe Terragni 1904-1943, Como: Cesare Nani, 1982
MARCIANÒ, Ada Francesca, Giuseppe Terragni opera completa 1925-1943, Roma: Officina, 1987
NOVATI, Alberto, PEZZOLA, Aurelio, Il mutevole permanere dell’antico: Giuseppe Terragni e gli architetti del Razionalismo Comasco, con testi di TORRICELLI Angelo et al., cura dei testi e bibliografia MONTORFANO Giancarlo, prefazione di PONTIGGIA Elena, Boves: Araba Fenice, 2012
NOVATI Alberto, PEZZOLA Aurelio, Como 1920-1940: paesaggi della città razionalista: Giuseppe Terragni e i razionalisti comaschi, foto di COLOSIO Giovanni, Rudiano: GAM Editrice, 2014 – Testo anche in inglese – Pubblicato in occasione della mostra 6 settembre-28 settembre 2014, Como
ZEVI, Bruno (a cura di), Giuseppe Terragni, Bologna: Zanichelli, 1980

Geolocalizzazione

SOSTIENI MAARC

Sostieni i progetti di MADE in MAARC che promuovono, in Italia e all’estero, l’immagine di Como come una delle più importanti capitali dell’architettura moderna.
MADE in MAARC realizza le proprie iniziative grazie al lavoro volontario di soci e amici, e ai contributi e donazioni di chi ne condivide gli obiettivi.
Le donazioni sono essenziali per tutte le attività di promozione, anche a livello internazionale, del patrimonio d’arte astratta e architettura razionalista del territorio comasco MADE in MAARC ha bisogno del tuo aiuto, fai una donazione ora!
Prendi in considerazione anche l’opzione di contribuire mensilmente: aiuterai a sostenere il lavoro di MADE in MAARC per tutto l’anno.

Bonifico Bancario intestato a Associazione culturale MADE in MAARC
22100 Como – Viale Rosselli, 12
C.F.: 03463750137
Iban: IT03 K084 3010 9000 00000 262602
Cassa Rurale e Artigiana di Cantù
Filiale di Como, piazza Grimoldi, 8