MUSEO VIRTUALE ASTRATTISMO E ARCHITETTURA RAZIONALISTA COMO

PROGETTO DI PALAZZO PER ABITAZIONI E UFFICI “ALBRICCI”

Pietro Lingeri

Opera

Del progetto di massima per un complesso edilizio in via Albricci a Milano, non realizzato, vi sono scarsi documenti che documentano le fasi progettuali e indicano  la completezza del progetto in ogni sua parte e in alcuni dettagli.
“I terreni, affacciati su via Paolo da Cannobio, via Albricci e via Larga, erano parte integrante del sistema viario della ‘racchetta’ che, varato con il piano Albertini e mantenuto nel piano regolatore del 1953, sarà abolito solo con la successiva variante generale […] Per questo suo ruolo strategico, l’area – compresa tra corso di Porta Romana, la citata via Cannobio, via Rastrelli e via Larga, con prosecuzione su via Velasca – era oggetto fin dal 1937 di un piano particolareggiato che fa da prima guida alla realizzazione (1939-56) dei quattro edifici firmati dagli architetti Asnago e Vender […] in corrispondenza dei quali, sul lato opposto di via Albricci, avrebbe dovuto sorgere il fabbricato in questione, anch’esso definito da un impianto a blocchi disposti in cortina. Benché esteso su quattro lotti, appartenenti ad altrettante società immobiliari, il complesso edilizio è concepito come un insieme unitario. La giustapposizione dei corpi di fabbrica, visibile nelle planimetrie, trova infatti solo scarsa corrispondenza sul fronte strada, caratterizzato da una decisa uniformità figurativa […] L’intero prospetto è scandito infatti dall’andamento dei pilastri, allineati secondo una maglia A-B-A che alterna regolarmente interassi brevi e campate più ampie. La sua articolazione è poi affidata a tamponamenti, serramenti e parapetti sistemati in posizione più o meno arretrata rispetto al piano di facciata, individuato appunto dalla griglia strutturale. A rompere la monotonia intervengono alcune varianti determinate dalla volumetria edificabile. La riduzione dell’altezza su via Cannobio, obbligata dall’affaccio del fabbricato su una strada di minor larghezza, è segnalata da una fila verticale di balconi aggettanti […]” (Baglione, Susani, 340).
Il complesso di otto piani fuori terra e a funzioni miste, prevedeva al piano terra le attività commerciali e ai piani superiori uffici e abitazioni. I corridoi centrali del piano tipo distribuivano le stanze, i vani di servizio e i collegamenti verticali. Gli spazi al piano terreno presentavano un doppio affaccio tranne gli spazi comuni di accesso alle abitazioni.
Lingeri si spinge a studiare le diverse soluzioni d’angolo e il relativo rivestimento: tra la via con affaccio di altezza minore e quella con affaccio maggiore, la soluzione d’angolo prevede un risvolto ad “angolo pieno” , determinando una netta separazione tra i fianchi, mentre tra via Albricci e via Larga la soluzione d’angolo è in continuità  grazie alla forma arrotondata dell’edificio all’incrocio delle due strade.
“Lungo questa facciata [tra via Albricci e via Larga]  un ulteriore gioco di arretramenti individua una sorta di partito “mediano” coincidente con il fronte del corpo di fabbrica progettato sul secondo lotto. Qui la rientranza rispetto al piano di facciata coinvolge sia gli spazi larghi sia quelli stretti delimitati dai pilastri, lasciando risaltare nella sua interezza l’ortogonalità del telaio strutturale. L’isolamento di questo settore dalla restante trama omogenea è inoltre sottolineato da due file laterali di profonde terrazze scavate all’interno dell’edificio: una soluzione, quella della sottrazione di volume, di cui le piante documentano l’impiego anche alle estremità del complesso, nei punti di raccordo con gli altri fabbricati destinati a completare l’isolato […]” (Baglione, Susani, 340).
 
Scritto redatto interamente sulla base di:

BAGLIONE, C., SUSANI, E. (a cura di), Pietro Lingeri 1894-1968, con scritti di Avon Annalisa et. al., Milano: Electa, 2004

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