MUSEO VIRTUALE ASTRATTISMO E ARCHITETTURA RAZIONALISTA COMO

PROGETTO DI CONCORSO – APPALTO PER IL MERCATO GENERALE COPERTO

Giuseppe Terragni (con A. Terragni)

Opera

Il Concorso Nazionale per il Nuovo Mercato Coperto venne bandito dal Comune di Como nel 1932. Il concorso – appalto vede collaborare Terragni con suo fratello Attilio, in un progetto che mantiene la sua freschezza inventiva (Marcianò, 79); il progetto però venne scartato in quanto superava il costo massimo previsto dal bando. Zevi riporta “Vinse un orrendo progetto monumentalistico, esatta antitesi dell’organismo impeccabile, sotto il triplice aspetto, funzionale, tecnico e figurativo, che Terragni aveva elaborato articolandolo in settori ben differenziati: il ‘mercato all’ingrosso’, la ‘zona contadini’ e il ‘mercato al minuto’ ” (Zevi, 112; Marcianò, 79) oltre alla zona acquedotto e alla zona economato.
Il prospetto su via Sirtori, del quale venne elaborato anche una variante, era costituito da un corpo asimmetrico composto da mensa, uffici e alloggi dei pompieri, che evidenziavano tutta la crudezza dell’architettura industriale. Gli interni invece erano articolati con terrazze e rampe e l’illuminazione veniva garantita dall’alto tramite fasce in vetrocemento disposte in copertura (Zevi, 112).
Nella monografia di Ciucci viene così descritto il progetto presentato: ” Nell’area destinata al bando di concorso, un ampio lotto trapezoidale delimitato dalle vie Sirtori e Mentana, i fratelli Terragni nel progetto denominato “Decennale” impostano la planimetria in due isolati scomponendone le funzioni: la sede dei pompieri – economato – acquedotto e mercato coperto. La scelta compositiva sembra mutuata dalle costruzioni industriali sia per il carattere imploso del progetto, che nelle sue aggregazioni volumetriche, specialmente nella copertura, segue logiche distributive interne, sia per la disposizione planimetrica degli spazi dettata da schemi funzionali (ampi spazi intercomunicanti per lo scarico e le contrattazioni ai minuto e all’ingrosso); anche la disposizione delle botteghe per il mercato al minuto su due livelli sembra dettata più da dati quantitativi che da esigenze compositive. La consapevolezza dei progettisti di operare in un’area interna alla città è dimostrata dalla scelta, anomala se paragonata ad altri progetti, di adeguare la pianta ai limiti dell’isolato seguendo l’andamento divergente delle vie, e dall’attenzione rivolta ai prospetti (confermata dalle numerose prospettive ad altezza uomo) visti come ‘bordi’ di un continuum costruito su cui inserire funzionali aperture ” (Ciucci, Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, 381).

Scritto redatto sulla base di:

CIUCCI, Giorgio (a cura di), Giuseppe Terragni: opera completa, (con Triennale di Milano, Centro studi G. Terragni, Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio), Milano: Electa, 1996
MARCIANÒ, Ada Francesca, Giuseppe Terragni opera completa 1925-1943, Roma: Officina, 1987
ZEVI, Bruno (a cura di), Giuseppe Terragni, Bologna: Zanichelli, 1980

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