MUSEO VIRTUALE ASTRATTISMO E ARCHITETTURA RAZIONALISTA COMO

PROGETTO DI CASA DELLO STUDENTE PER UN CENTRO UNIVERSITARIO

Cesare Cattaneo

Opera

Nel libro di Zevi, Cesare Cattaneo 1912-1943, il progetto della Casa dello Studente viene così descritto: “La Casa dello Studente […] e l’Istituto di Igiene Sociale […] elaborati insieme a Carlo Origoni, sono progetti del 1933-1934. Vi si registrano naturalmente residui scolastici e novecenteschi ma, nel complesso, sono molto vitali: specie la Casa dello Studente dimostra una rara padronanza dei messi espressivi e una notevole sicurezza nell’articolazione dei volumi” (tratto da Zevi, L’Architettura, gennaio, 1961 in Zevi, 32; Archivio Cattaneo, sito online).
Il progetto, che appartiene ai progetti di studio universitari, venne elaborato attraverso 12 disegni di grande formato per essere presentato ai Littoriali della Cultura nel 1934 e successivamente pubblicato sulla rivista Casabella nel dicembre dello stesso anno, insieme ai progetti dei colleghi Bianchetti, Latis e Longoni (Fiocchetto, 78).
“L’articolazione dei volumi e le connessioni tra i blocchi, che nella Scuola di Ebanisteria sono solo timidamente accennate, qui diventano esplicite e sicure” (Archivio Cattaneo, sito online).
L’edifico, pensato per piazza Ojetti (critico e acerrimo nemico del moderno), si presentava dai disegni come un blocco alto perpendicolare alla strada contenente gli alloggi degli studenti, e veniva integrato da blocchi bassi a cadenza orizzontale, in cui vi erano la mensa universitaria, la sede del GUF locale, spazi per conferenze e attività sportive, ed uffici (Selvafolta, 17; Fiocchetto, 78).
“Rispetto all’incastro di volumi riscontrato in precedenza si nota qui un procedimento che è piuttosto quello dell’accostare e del porre a lato evidenziando l’autonomia delle diverse parti del complesso, ma contemporaneamente studiando le loro connessioni e giunture. Così numerosi tra i disegni rimasti sono dedicati alle parti di innesto: a come un corpo orizzontale si congiunge ad un corpo verticale, a come una curva si connette ad una retta, o una parte piena si collega ad una parte vuota. Non viene meno tuttavia la già accennata propensione alla manipolazione del congegno spaziale e volumetrico: propensione che si riscontra principalmente negli alloggi per gli studenti, dove l’ ingegnosa soluzione di diverse altezze e diversi livelli tra camere e corridoi di disimpegno, denotata sul fronte principale dall’alternarsi di fasce piene (i corridoi) e vuote (le camere degli studenti), consentiva a Cattaneo di ottenere ambienti maggiormente articolati, più costruiti, meno banali, illuminati da entrambi i lati, dotati di un terrazzino coperto, intesi cioè non ‘come una qualsiasi cellula, ma come elemento completo di vita individuale’ ” (Selvafolta, 17).
L’edificio era studiato nei minimi particolari (come l’arredamento delle stanze) tanto da far pensare che fosse un progetto già elaborato in ambito universitario e approfondito poi in ambito di concorso (Fiocchetto, 78).

Scritto redatto sulla base di:

FIOCCHETTO, R., Cesare Cattaneo 1912 – 1943. La seconda generazione del razionalismo, Roma: Officina Edizioni, 1987
SELVAFOLTA, Ornella, CATTANEO, Damiano, Cesare Cattaneo. Le prefigurazioni plastiche, Como, 1989
ZEVI, Bruno, Cesare Cattaneo, 1912-1943, introduzione di Chiara Rostagno, Cernobbio: Archivio Cattaneo, 2007 – Scritti apparsi su: L’architettura. Cronache e storia, 63-68 (1961) e 90 (1963)
www.cesarecattaneo.it

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