MUSEO VIRTUALE ASTRATTISMO E ARCHITETTURA RAZIONALISTA COMO

PROGETTO DI CASA DELL’ASSISTENZA FASCISTA PER UNA CITTÀ DI 100.000 ABITANTI (presentato ai Littoriali della Cultura e dell’Arte, Roma)

Cesare Cattaneo

Opera

Il progetto della Casa dell’Assistenza Fascista per una città di 100.000 abitanti venne presentato da Cattaneo, appena laureato, ai Littoriali della Cultura e dell’Arte a Roma – XIII (concorsi annuali destinati agli studenti universitari), che richiedevano il progetto di una Casa dell’Assistenza, lasciando libera interpretazione al concetto di assistenza. Il tema architettonico era del tutto nuovo, privo di esempi precedenti, come del resto tutti quei progetti del periodo fascista; Cattaneo interpreta il concetto di assistenza non solo come assistenza materiale che può essere offerta, ma anche come assistenza e aiuto di natura intellettuale, anche di supporto culturale, fino ad “immaginare una sorta di città sociale, passibile di crescite successive” (Selvafolta, 66; Fiocchetto, 18, 84).
“L’idea di ‘assistenza’ che il giovane autore propone coincide con il modello di un illuminato ‘welfare state’, impegnato nel garantire al cittadino l’esercizio dei diritti esistenziali, dalla sopravvivenza alla cultura. Così, alla sede dei vari enti per il collocamento lavorativo, la salute, la difesa legale, si affiancano una ‘nursery’ con una ‘mensa per le madri’, un ambulatorio, la mensa per il ‘rancio del popolo’ i cui posti sono divisi per famiglie, donne e uomini, la ‘mensa del giovane’ con annessa biblioteca. Il corpo degli alloggi della ‘Casa del giovane’, circondata da una palestra con piscina, si sviluppa in altezza per undici piani, con evidente risparmio di area occupata e con una illuminazione e una ventilazione naturali più salubri ed abbondanti. Nell’istituto Fascista di Cultura, un solo scalone serve contemporaneamente i locali di ritrovo e di studio, la grande aula delle conferenze, la balconata del teatro, il museo didattico. Il salone degli spettacoli, dal limpido impianto spaziale, è ‘invaso’ dal rivestimento di bevola che copre tutto l’esterno dei fabbricati, ‘asservendo anche il più caratteristico degli ambienti interni al ritmo dell’insieme’ […]; mentre il palcoscenico viene elasticamente sistemato nel ‘taglio’ praticato in profondità da due speroni in pietra che prolungano il ‘continuum’ della struttura” (Fiocchetto, 84).
“E’ forse il progetto più significativo di Cattaneo, quello in cui l’architetto – ventitreenne e neolaureato – esprime già in forma compiuta i principi caratteristici del proprio credo architettonico: sviluppo polidimensionale del tema, definizione per funzione dei diversi corpi di fabbrica, razionale organizzazione del connettivo e, soprattutto, un’articolazione complessa e sapiente dei volumi e degli incastri” (Archivio Cattaneo, sito online).
“Estesa su un’area divisibile in lotti corrispondenti ai vari settori funzionali, la città dell’assistenza si configurava per unità autonome, riconoscibili come tali e tuttavia unificate da un disegno di integrazione complessiva, da un ‘ritmo dell’insieme’ (precisava l’architetto) che si avvaleva del medesimo rivestimento di beola come dei passaggi calibrati tra i vari corpi edilizi, degli accostamenti tra pieni e vuoti nel disegno dei fronti come dei rapporti fra i diversi volumi edilizi. Significativamente emergente sul paesaggio architettonico di quest’utopia urbana e sociale era la ‘Casa del giovane’ ” (Selvafolta, 66). Zevi, nella pubblicazione Cesare Cattaneo 1912-1943, scrive: “Nel giro di pochi mesi, la sua maturazione appare impressionante [di Cattaneo]. Si osservino nella prospettiva riprodotta […] i delicati e intelligenti passaggi tra i vari corpi rientranti e aggettanti, il comporre per incastri non dottrinari e manualistici ma sinceramente sentiti, l’impianto spaziale dell’auditorium, la nitida narrativa planimetrica ed altimetrica. Cattaneo non passa, come Terragni, attraverso esperienze costruttivistiche e puriste: sembra averle assimilate intellettualmente. È già in grado di procedere secondo una ricerca personalizzata e qualificatissima. […] A Cattaneo manca l’ingenuità, l’infantilismo del suo tempo. Sembra che il destino, decidendo di stroncare la vita di Cesare Cattaneo a trentun’anni, gli abbia offerto il compenso di un’eccezionale precocità nel raggiungere un equilibri espressivo. Siamo nel 1935. Confrontiamo la data con la biografia di Terragni. La celebre ‘Casa del Fascio’ di Como non è ancora completata e, nella sua impostazione prismatica e negli insoluti passaggi tra facciata e fianchi, mostra una padronanza dei mezzi figurativi inferiore a quella attestata nella Casa dell’Assistenza di Cattaneo” (Zevi, 35-37).

Scritto redatto sulla base di:

CROSET, Pierre-Alain, Cesare Cattaneo 1912-1943: pensiero e segno nell’architettura, introduzione di Francesco Moschini, Cernobbio: Archivio Cattaneo, 2012 – Catalogo della Mostra tenuta a Roma nel 2012 all’Accademia di San Luca – testo anche in inglese
FIOCCHETTO, R., Cesare Cattaneo 1912 – 1943. La seconda generazione del razionalismo, Roma: Officina Edizioni, 1987
SELVAFOLTA, Ornella, CATTANEO, Damiano, Cesare Cattaneo. Le prefigurazioni plastiche, Como, 1989
ZEVI, Bruno, Cesare Cattaneo, 1912-1943, introduzione di Chiara Rostagno, Cernobbio: Archivio Cattaneo, 2007 – Scritti apparsi su: L’architettura. Cronache e storia, 63-68 (1961) e 90 (1963)
www.cesarecattaneo.it

Disegni ed Elaborati

Geolocalizzazione

SOSTIENI MAARC

Sostieni i progetti di MADE in MAARC che promuovono, in Italia e all’estero, l’immagine di Como come una delle più importanti capitali dell’architettura moderna.
MADE in MAARC realizza le proprie iniziative grazie al lavoro volontario di soci e amici, e ai contributi e donazioni di chi ne condivide gli obiettivi.
Le donazioni sono essenziali per tutte le attività di promozione, anche a livello internazionale, del patrimonio d’arte astratta e architettura razionalista del territorio comasco MADE in MAARC ha bisogno del tuo aiuto, fai una donazione ora!
Prendi in considerazione anche l’opzione di contribuire mensilmente: aiuterai a sostenere il lavoro di MADE in MAARC per tutto l’anno.

Bonifico Bancario intestato a Associazione culturale MADE in MAARC
22100 Como – Viale Rosselli, 12
C.F.: 03463750137
Iban: IT03 K084 3010 9000 00000 262602
Cassa Rurale e Artigiana di Cantù
Filiale di Como, piazza Grimoldi, 8