MUSEO VIRTUALE ASTRATTISMO E ARCHITETTURA RAZIONALISTA COMO

ALLESTIMENTO DELLA MOSTRA COMMEMORATIVA SU GIOLLI, PAGANO, PERSICO E TERRAGNI

Pietro Lingeri (con G. Pericoli, M. Radice e E. Frigerio)

Opera

La IX Triennale di Milano viene ricordata come una Triennale criticata e al centro di polemiche ancora prima della sua apertura. Alcuni critici, come Doglio ad esempio, la definiscono una Triennale “eclettica” e poco “impegnata”; Valsecchi, nella pubblicazione di Electa, afferma che la Triennale è “priva della chiarezza dì intendimenti delle edizioni precedenti, compromessa dai diversi orientamenti dei membri della giunta, e, tuttavia, secondo alcuni, proprio per questi motivi, perfettamente riuscita”; Moretti e Albini, ancora, sottolineano come “La Nona Triennale non poteva che essere così eclettica e contrastante, in quanto testimonianza critica dell’odierno momento artistico, che denuncia le incertezze di orientamento che si verificano in tutti i settori dell’arte, specchio delle inquietudini del dopoguerra” (Baglione, Susani, 338).
“Tra l’ eclettismo estremo degli allestimenti, alcuni critici sottolineavano il valore delle sezioni ‘aderenti alla lezione funzionale’ […], opera di ‘quegli architetti che restano fedeli senza scarti al messaggio razionalista’ e, in particolare, segnalavano l’allestimento curato da Lingeri (con Giovanna Pericoli, Mario Radice e la collaborazione di Ezio Frigerio) per la mostra che celebrava la memoria di quattro ‘compagni di viaggio e di battaglie’, accomunati, spiega Alfonso Gatto, da un’incrollabile fede nei valori dell’arte e della vita […]” (Baglione, Susani, 338).
L’allestimento, dedicato a Raffaello Giolli critico, Giuseppe Pagano architetto e polemista, Giuseppe Terragni architetto, Edoardo Persico critico e architetto, era costruito con estrema semplicità: “[…] un ‘castello’ di tubolari metallici dipinti di bianco con giunti a vista, a sostegno di luci al neon e di pannelli a griglia, che accolgono il materiale esposto (fotografie, disegni, scritti autografi e copertine di riviste e libri). Una struttura ‘silenziosa’, che sembra alludere ai reticoli di Persico, e lascia la parola agli attori principali, evocati anche attraverso i primi piani rivolti verso il passaggio che separa le due sezioni della sala: critici a sinistra (seguendo il percorso), architetti a destra” (Baglione, Susani, 338).
Valesecchi afferma: “Forse non poteva essere fatto omaggio migliore a quei quattro Spiriti indimenticabili che rappellarsi al rigore spaziale come a una immagine simbolica del loro intimo ordine […]” (Baglione, Susani, 338).

Scritto redatto interamente sulla base di:

BAGLIONE, C., SUSANI, E. (a cura di), Pietro Lingeri 1894-1968, con scritti di Avon Annalisa et. al., Milano: Electa, 2004

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